Fantalica resta a casa…ma non si ferma!

Fantalica resta a casa…ma non si ferma!

Di Roberta Rigato, Vicepresidente dell’associazione culturale Fantalica

Dal 2002 non era ancora mai capitato che l’associazione culturale Fantalica fosse costretta ad una improvvisa battuta d’arresto di tutte le attività di carattere culturale e sociale in cui, fin dalla sua fondazione, è impegnata. Un vero e proprio “trauma” che in un modo o nell’altro tutti noi abbiamo vissuto e stiamo vivendo, non solo per quanto riguarda il tempo libero, ma anche nella più semplice quotidianità, vedendo improvvisamente sospese le attività scolastiche, lavorative, sportive…Un evento, questo, assolutamente straordinario che ci destabilizza, ma che, vista la sua natura, avrà una sua evoluzione e una fine in un tempo che ci auguriamo tutti, non sia troppo lungo.

E nel frattempo? Per l’associazione Fantalica, comunque l’amore per le arti continua ad essere forte e sappiamo che anche per i soci ritrovare un “angolo” di normalità possa essere un modo per vivere meglio queste giornate così insolite. Così abbiamo pensato che sia possibile condividere il “fare artistico” anche a distanza, grazie alle tante risorse tecnologiche a nostra disposizione. Perciò dal 16 marzo abbiamo proposto ai soci di ritornare a vivere l’esperienza di crescere nelle arti della fotografia, della recitazione, della scrittura, della comunicazione, dell’arte, della creatività. Lo abbiamo fatto chiedendo ai soci attivi nei nostri laboratori di utilizzare le piattaforme Zoom, Google Classroom, i Blog tematici dell’Associazione, … per riprendere quel dialogo e quello scambio che si era interrotto. Grazie alla disponibilità degli insegnanti è stato possibile rivedere il programma delle lezioni, trasformandole, e rendendole compatibili con una “modalità a distanza”.

Ci piacerebbe che questo momento possa essere comunque occasione per vivere appieno la propria creatività anche a casa, perciò invitiamo tutti i soci a partecipare attivamente, inviandoci opere d’arte, scritti, performance che l’associazione diffonderà attraverso i canali social e i blog. E’ per questo che abbiamo ideato un progetto dal titolo “Fantalica art sharing. Arte a domicilio” attraverso il quale poter diffondere la bellezza delle arti condividendola.

Per noi dell’associazione culturale Fantalica è fondamentale trasmettere un messaggio positivo e costruttivo, che richiami alla necessità comunque di potersi esprimere creativamente senza vincoli o barriere, perché crediamo fortemente che la bellezza e l’arte possano migliorare ciascuno di noi e l’ambiente in cui viviamo, soprattutto in momenti difficili come questo.

Colgo l’occasione di condividere con voi un intervento della nostra scrittrice e docente Giulia Pretta in merito alla sua intensa attività di docente dei corsi di Scrittura Creativa e I° e II° modulo che attualmente stanno proseguendo anche con il supporto della piattaforma di videoconferenza “Zoom”.

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Di Giulia Pretta, scrittrice e docente del laboratorio di scrittura creativa – Lettera 22-

Starnutiamo nella piega del gomito, anche se ogni volta risuona in testa la secca ammonizione materna: “Mettiti la mano davanti alla bocca quando tossisci!”.

Ci salutiamo con un cenno della mano a distanza di sicurezza anche se il: “Vai a dare un bacio alla zia” ci perseguita come se l’infanzia non fosse mai passata.

Non possiamo uscire il venerdì sera e veniamo a patti con il fatto che non uscire nel week end non sia poi così da sfigati come ci dicevano alle superiori.

Non trovavamo il coraggio di farci crescere i capelli, ma adesso, causa di forza maggiore, finiremo la quarantena con chiome omericamente fluenti.

Non sapevamo di avere una presa elettrica nella penisola della cucina, ma ora, stando in casa, ce ne siamo accorti e adesso è molto più comodo attaccare la macchina del caffè alla mattina.

Dopo solo tre settimane di assenza, nei canali di Venezia si vede il fondo, nei parchi di Milano tornano le lepri e ce ne rallegriamo. Anche se abbiamo capito che se l’essere umano venisse meno la Natura non ci metterebbe che pochi mesi per dimenticarsi della nostra presenza sul pianeta.

Questa riflessione, metà pubblicità progresso e metà dovuta alla mia persona sorpresa di aver davvero trovato una fila di prese sotto il bancone della cucina, è per indicare che ci sappiamo adattare. Troviamo nuovi modi per starci vicino, per occupare in maniera costruttiva il nostro tempo, per cercare di mantenere, sotto certi aspetti, la vita il più normale possibile.

E abbiamo scoperto che, benché nulla possa sostituire il vedersi di persona, discutere, commentare e anche dare vita a epiche discussioni, ci sappiamo adattare molto bene. Ci vediamo attraverso uno schermo, ci concediamo di bere un bicchiere di vino e possiamo orgogliosamente dire: “Sto facendo lezione in ciabatte”. Trascorriamo il nostro tempo in compagnia di buone parole e buoni testi.

E se sembriamo sbattuti, possiamo dare la colpa alla cattiva illuminazione della stanza o alla nostra connessione un po’ lenta.