Padova nell'arte: le opere del Canaletto – Incontro Culturale Online

[vc_row][vc_column][vc_column_text] Portello Segreto 2026 Terzo Incontro Culturale della rassegna, scopriamo Padova con occhi diversi   PADOVA NELL'ARTE: IL CANALETTO E LA CITTÀ Storie di viaggi e collezioni - Incontro Culturale Online - Google Meet - Martedì 19 Maggio 2026 - ore 21.00 [/vc_column_text][vc_separator color="peacoc" border_width="5"][vc_column_text] C’è una Padova che Canaletto

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19 Maggio 2026 - 21:00

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Portello Segreto 2026

Terzo Incontro Culturale della rassegna, scopriamo Padova con occhi diversi

 

PADOVA NELL’ARTE: IL CANALETTO E LA CITTÀ

Storie di viaggi e collezioni

– Incontro Culturale Online – Google Meet


Martedì 19 Maggio 2026 – ore 21.00

C’è una Padova che Canaletto ha visto e che, in fondo, possiamo ancora imparare a riconoscere.
Le porte sull’acqua, i profili delle torri, la luce che scivola lungo il Brenta: tre secoli fa questi elementi non erano solo paesaggio, ma visione. Una visione che Giovanni Antonio Canal — Canaletto — ha trasformato in immagini destinate a viaggiare per l’Europa, consegnando Padova alla storia dell’arte.

Eppure, questo legame tra il pittore e la città è rimasto a lungo in secondo piano. Come molte storie che appartengono alla Padova invisibile.

Un artista giovane, uno sguardo già consapevole

Prima della fama internazionale, prima delle vedute veneziane e delle committenze londinesi, Canaletto aveva già incontrato Padova.
Per la villa dei Conti Giovanelli a Noventa Padovana realizzò due celebri Capricci: opere in cui architetture reali e immaginate convivono in un equilibrio sospeso tra memoria e invenzione.
Quadri che non raccontano solo un luogo, ma il modo in cui un artista lo interpreta.

Da lì, la storia si intreccia con il collezionismo e il mercato dell’arte, passando per la bottega dell’antiquario padovano Giuseppe Rizzoli: un viaggio fatto di passaggi, sguardi e trasformazioni.

Portello

Il Brenta come via di scoperta

Negli anni Quaranta del Settecento, Canaletto risale il Brenta insieme al nipote Bernardo Bellotto. Non è solo un viaggio.
È un attraversamento della Terraferma veneta, tra ville patrizie, borghi fluviali e paesaggi che diventano materia pittorica.
Padova è una delle tappe. E proprio qui lo sguardo dell’artista si posa su porte, canali e architetture, trasformandoli in immagini destinate a durare nel tempo.

La veduta di Porta Portello, oggi conservata alla National Gallery of Art di Washington, ne è una testimonianza: una città osservata, interpretata, custodita — e oggi restituita al nostro sguardo.

Un incontro per vedere Padova con occhi nuovi

Questo incontro culturale online non è una semplice lezione di storia dell’arte. È un invito a guardare la città come faceva Canaletto:
non solo per ciò che mostra, ma per ciò che nasconde.
Guidati dal dott. Emanuele Principi, studioso di arte veneta tra Sei e Settecento, attraverseremo il percorso dell’artista — dalle prime opere fino alla maturità — scoprendo come Padova sia entrata nella sua visione.

Un racconto accessibile, rigoroso e coinvolgente, in perfetta sintonia con l’approccio di Fantalica: usare l’arte come strumento per connettere persone, storia e territorio.


👉 Prenota ora il tuo posto! Scopri la Padova che è sempre stata sotto i tuoi occhi.

Evento Gratuito su prenotazione

Portello

IL RELATORE

Emanuele Principi è dottorando in Storia, Critica e Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Padova e Visiting PhD presso la University College di Dublino.
I suoi interessi di ricerca e le sue pubblicazioni riguardano prevalentemente la storia dell’arte veneta tra Sei e Settecento, con particolare riferimento alla decorazione monumentale e alle dinamiche di committenza del Settecento veneziano.

Portello

Immersi in un percorso

Questa esperienza è il terzo passo di Portello Segreto 2026 – La città invisibile.

Un progetto che nasce da un’idea semplice: la città non è solo ciò che vediamo, ma anche tutto ciò che abbiamo smesso di notare.

Attraverso visite, incontri ed eventi, il percorso accompagna il pubblico a riscoprire Padova in modo diverso, creando nuove connessioni tra persone, luoghi e storie.

Ogni appuntamento è una chiave che apre uno sguardo nuovo sulla città.
Questo è l’inizio: il momento in cui si torna a osservare, a fare domande, a lasciarsi sorprendere.

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