I Giardini storici di Padova – Incontro Culturale Online

[vc_row][vc_column][vc_column_text] Portello Segreto 2026 Primo Secondo Culturale della rassegna, scopriamo Padova con occhi diversi   I GIARDINI STORICI DI PADOVA Evoluzione del paesaggio urbano tra storia, arte e architettura - Incontro Culturale Online - Google Meet - Martedì 12 Maggio 2026 - ore 21.00 [/vc_column_text][vc_separator color="peacoc" border_width="5"][vc_column_text] Ci sono luoghi

Data Inizio

12 Maggio 2026 - 21:00

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Online - tramite piattaforma Google Meet   Vedi la mappa

Portello Segreto 2026

Primo Secondo Culturale della rassegna, scopriamo Padova con occhi diversi

 

I GIARDINI STORICI DI PADOVA

Evoluzione del paesaggio urbano tra storia, arte e architettura

– Incontro Culturale Online – Google Meet


Martedì 12 Maggio 2026 – ore 21.00

Ci sono luoghi che attraversiamo ogni giorno senza davvero vederli. Non sono nascosti.
Eppure restano invisibili. A Padova, questi luoghi hanno la forma di giardini.
Spazi silenziosi, fatti di acqua, terra e memoria, che custodiscono una storia profonda della città — una storia che non si legge nelle pietre, ma nei paesaggi che le circondano.

Questo incontro online ti accompagna proprio lì: in una Padova meno evidente, ma essenziale per comprendere davvero la nostra città.

Una città che cresce tra acqua e verde

Per capire i giardini storici di Padova bisogna partire dall’acqua. Il Meduacus e la rete dei canali non hanno solo disegnato la città: ne hanno determinato il modo di vivere, di lavorare, di abitare. Orti, broli e giardini nascevano in dialogo diretto con questi corsi d’acqua, diventando parte integrante del tessuto urbano.
Non erano spazi decorativi. Erano luoghi vivi, connessi alla quotidianità.

Poi qualcosa cambia.

Dalla seconda metà dell’Ottocento, l’interramento dei canali trasforma radicalmente il paesaggio urbano, cancellando un sistema complesso e fragile, fatto di equilibrio tra acqua e natura. Una perdita silenziosa, ma profonda.

Portello

La città verde che non vediamo più

Prima di queste trasformazioni, Padova dentro le mura era molto diversa da quella attuale.
Accanto ai palazzi e agli edifici religiosi si estendevano giardini privati, orti conventuali, broli signorili. Spazi ordinati, geometrici, pensati per riflettere un’idea di armonia tra uomo e natura. Di questo patrimonio resta poco.

L’Orto Botanico — il più antico al mondo nella sua sede originaria — è una delle rare testimonianze sopravvissute, oggi patrimonio UNESCO.Per il resto, rimangono tracce: incisioni, documenti, immagini. Come quella del giardino di Giovanni Francesco Morosini, lungo il canale San Massimo — oggi scomparso — che ci restituisce la memoria di un paesaggio perduto.

Una rivoluzione che cambia il modo di vedere

Con l’Ottocento arriva anche un nuovo modo di immaginare il giardino. Giuseppe Jappelli introduce a Padova il modello paesaggistico all’inglese: irregolare, emozionale, più vicino alla natura che alla geometria. Un cambiamento radicale.
Ma ogni trasformazione porta con sé una scelta: nuove visioni, nuove sensibilità… e la perdita di ciò che c’era prima.

Perché parlarne oggi?
I giardini storici non sono solo eredità del passato. Sono una chiave per leggere la città di oggi.
Raccontano come Padova è cambiata, cosa ha scelto di conservare — e cosa ha lasciato scomparire. E soprattutto pongono una domanda: che tipo di città vogliamo diventare?

Secondo la visione di Fantalica, la cultura non è solo conoscenza, ma esperienza condivisa capace di creare connessioni tra persone, territorio e memoria. Ed è proprio da qui che nasce questo incontro.


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Evento Gratuito su prenotazione

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LA RELATRICE

Antonella Pietrogrande è il coordinatore del Gruppo Giardino Storico dell’Università di Padova per il quale si occupa dal 2003 del progetto scientifico e dell’organizzazione dell’annuale corso di aggiornamento sulla cultura del giardino e del paesaggio. È stata docente a contratto di Storia dell’arte dei giardini presso la Scuola di specializzazione in Parchi e giardini della Facoltà di Agraria dell’Università di Padova. Ha collaborato con Margherita Azzi Visentini alla cattedra di Storia dell’architettura del Politecnico di Milano. Ha svolto attività di docenza e formazione in varie altre istituzioni. Collabora con il CEPAGE (Centre de recherche sur l’histoire et la culture du paysage Ècole nationale supérieure d’architecture et de paysage de Bordeaux) su temi che concernono la storia del giardino e del paesaggio. Ha svolto un’intensa attività culturale, partecipando a numerosi convegni nazionali e internazionali sul tema dei giardini. Ha organizzato mostre e convegni. Collabora con la Radio Svizzera Italiana, per la quale ha curato la stagione 2020 della trasmissione Jardins d’été. È expert member dell’International Scientific Committee on Cultural Landscapes ICOMOS-IFLA. Fa parte del Consiglio direttivo dell’Associazione Parchi e Giardini d’Italia. È autore di oltre ottanta pubblicazioni scientifiche sulla storia del giardino e del paesaggio, in particolare veneto, in cui ha approfondito i rapporti fra giardino, teatro e letteratura. Ha curato vari volumi tra cui: Bellezza e produttività nel giardino e nel paesaggio rurale italiano, atti del Convegno nazionale 3 novembre 2022, Orto botanico dell’Università di Padova, Firenze, Olschki 2024.

Portello

L’inizio di un percorso

Questa esperienza è il secondo passo di Portello Segreto 2026 – La città invisibile.

Un progetto che nasce da un’idea semplice: la città non è solo ciò che vediamo, ma anche tutto ciò che abbiamo smesso di notare.

Attraverso visite, incontri ed eventi, il percorso accompagna il pubblico a riscoprire Padova in modo diverso, creando nuove connessioni tra persone, luoghi e storie.

Ogni appuntamento è una chiave che apre uno sguardo nuovo sulla città.
Questo è l’inizio: il momento in cui si torna a osservare, a fare domande, a lasciarsi sorprendere.

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