Tullia Keijser
Tullia Keijser ha una passione profonda per la ceramica, nata dal desiderio di dare forma alla materia con le mani e trasformarla in qualcosa di vivo e significativo. Dopo una formazione accademica in storia dell’arte all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha affiancato lo studio teorico a esperienze pratiche: attraverso la ceramica, unisce gesto, estetica e memoria in un percorso creativo che valorizza il tempo lento, l’autenticità e la connessione profonda con la materia.
Mi chiamo Tullia Keijser, e la mia strada è fatta di terra, mani, fuoco e poesia.
Fin da quando ho memoria, ho sentito un’attrazione viscerale per la materia: l’argilla, in particolare, ha sempre avuto su di me un richiamo misterioso e potente. Nel modellarla sento che il pensiero diventa gesto, il gesto diventa forma, e la forma racconta qualcosa di profondamente mio — e allo stesso tempo universale.
Il mio percorso accademico si è sviluppato nel campo della storia dell’arte, con una formazione solida all’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove sto concludendo la laurea magistrale in Storia delle Arti e Conservazione dei Beni Artistici. Ma il mio vero linguaggio espressivo non è solo quello teorico: è quello delle mani che impastano, che intuiscono le curve di un vaso, che accolgono la trasformazione attraverso il fuoco.
L’esperienza che più mi ha segnata è stata quella vissuta tra orti, erbe officinali e antiche pratiche di medicina naturale, durante i mesi trascorsi in centri olistici in Svizzera e Portogallo. È lì che ho ritrovato una connessione profonda tra materia e spirito, tra corpo e natura, tra gesto e significato. In quei contesti ho imparato a rispettare i ritmi della terra, a riconoscere l’importanza del tempo lento, dell’ascolto e della cura — valori che oggi cerco di trasmettere anche attraverso la ceramica.
Mi avvicino alla pratica artistica con uno sguardo curioso, appassionato, aperto all’incontro tra le tecniche e le culture. Lavorare con la ceramica per me significa entrare in dialogo con qualcosa che ha migliaia di anni di storia, ma che ogni volta rinasce nuova tra le mie mani. Ogni pezzo che creo è il risultato di un viaggio: fatto di studio, intuizione, ricerca estetica ma anche fallimento, silenzio, attesa.
Non cerco la perfezione, ma l’autenticità. Non voglio solo produrre oggetti, ma creare esperienze tattili, visive e simboliche che parlino di identità, memoria, bellezza.
Ecco chi sono: una storica dell’arte con l’anima sporca d’argilla. Una donna che trova nelle arti manuali non un rifugio, ma un modo per restare nel mondo — con consapevolezza, delicatezza e determinazione.